NOTA PRIMA DI PARTIRE: se preferisci ascoltare piuttosto che leggere è disponibile una versione (adattata) podcast dell’articolo, la trovi qui > https://www.spreaker.com/episode/014-concordato-preventivo-biennale-cosa-decidere-con-strumenti-gratuiti-che-ti-aiuteranno-nella-decisione–62514234
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è stato introdotto come l’ultimo tentativo del fisco italiano per portare stabilità e prevedibilità nel mondo della tassazione per piccole e medie imprese (PMI), professionisti e lavoratori autonomi.
Formalizzato con la Legge 9 agosto 2023, n. 111 e il Decreto Legislativo del febbraio 2024, il CPB promette due anni di pace fiscale, un po’ come un matrimonio con il fisco: giuri di pagare oggi, qualunque cosa accada domani.
Ma è veramente il toccasana che tutti aspettavamo o è più una trappola dorata che rischia di strangolare chi non è pronto?
Vorrei ragionarne con te partendo dal principio.
Contenuti della pagina
- 1 L’antefatto: il problema dell’evasione in Italia (e le sue cause meno “evidenti”)
- 2 Cos’è, in pratica, il Concordato Preventivo Biennale?
- 3 Il CPB è davvero vantaggioso per la tua azienda?
- 4 Strumenti pratici per valutare se alla tua azienda conviene aderire al CPB
- 5 In generale: come valutare se aderire al Concordato sarà conveniente per la tua azienda
- 6 E quindi: il Concordato Preventivo Biennale è un’opportunità per la pianificazione o una scommessa rischiosa?
- 7 Conclusione: Sei pronto a scommettere?
L’antefatto: il problema dell’evasione in Italia (e le sue cause meno “evidenti”)
In Italia, oltre 4 milioni di contribuenti evadono circa 41,5 miliardi di euro di imposte ogni anno. Questo fenomeno rappresenta una delle maggiori sfide per il governo italiano, che nel corso degli anni ha introdotto una serie di misure per contrastare l’evasione fiscale, tra cui sanatorie, rottamazioni e condoni. Tuttavia, queste soluzioni non sono sempre sufficienti, e forse è il momento di guardare il problema da un’altra prospettiva.
Dopotutto, se così tante persone scelgono di non pagare, un motivo ci sarà, e non sto parlando di “ci sono troppe tasse“: il “problema è che la strategia di “non pagare oggi e vedere cosa succede” si è spesso rivelata più vincente, o almeno meno dolorosa, di quello che il sistema fiscale vorrebbe farci credere.
Se continuiamo a vedere sanatorie e condoni come soluzioni al problema, è inevitabile chiedersi:
“la strategia di non pagare le tasse è davvero così svantaggiosa? O alla fine, i veri vincitori sono quelli che sanno come aggirare le regole senza mai essere davvero puniti?“
Detto questo l’ultima novità del fisco italiano per rispondere al problema dell’evasione (e finanziare la prossima manovra) è, appunto, il Concordato Preventivo Biennale (CPB), un accordo che consente alle imprese di concordare con l’Agenzia delle Entrate una base imponibile predeterminata per due anni. Questa base imponibile, che possiamo definire come “il reddito su cui l’impresa calcola quanto deve pagare di tasse”, non cambia anche se i profitti effettivi dell’azienda variano. In altre parole, se guadagni di meno, paghi comunque le stesse imposte. Se guadagni di più, non ti verranno richiesti importi aggiuntivi.
Ma come funziona esattamente il CPB? Quali sono i potenziali vantaggi e quali i rischi nascosti? Soprattutto, è davvero la soluzione giusta per tutte le imprese? Continuiamo insieme con il ragionamento.
Cos’è, in pratica, il Concordato Preventivo Biennale?
Partiamo dall’inizio: il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è uno strumento introdotto nel 2023 dal governo italiano e disciplinato dalla Legge 9 agosto 2023, n. 111, che permette alle imprese di “bloccare” la loro base imponibile per due anni.
In pratica, l’Agenzia delle Entrate ti propone un importo basato su dati storici, andamenti di settore e macroeconomici, e se accetti, per i prossimi due anni nessuno ti verrà a chiedere altre verifiche, salvo grosse irregolarità (ad esempio, se non dichiari oltre il 30% dei ricavi reali).
Obiettivi del Concordato Preventivo Biennale
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è stato creato con l’intento di:
- Ridurre l’incertezza fiscale per le imprese: Con un reddito imponibile fisso per due anni, le aziende sanno in anticipo quanto dovranno pagare di tasse, eliminando il rischio di variazioni impreviste e garantendo una maggiore stabilità nei flussi di cassa;
- Prevenire l’evasione fiscale: Il CPB fissa una base imponibile predeterminata, riducendo così la possibilità per le aziende di dichiarare meno reddito rispetto a quanto effettivamente guadagnato, una pratica comune nelle situazioni di evasione;
- Facilitare la pianificazione aziendale: Con la certezza sugli importi delle imposte da pagare per due anni, le imprese possono pianificare meglio i propri investimenti, gestire la liquidità e programmare con maggiore sicurezza lo sviluppo delle proprie attività;
Sulla carta sembra “un regalo” da parte del fisco alle imprese italiane ma ci sono delle riflessioni da fare: per arrivare a farle iniziamo a parlare della “pratica”.
Come funziona, in pratica, il CPB?
Vediamo come funziona nelle sue 3 fasi:
- Proposta: L’Agenzia delle Entrate ti propone un importo da pagare per i prossimi due anni. Questo importo è basato su quanto hai guadagnato negli anni precedenti e su come va il tuo settore. In pratica, se negli ultimi anni la tua attività ha avuto ricavi stabili, ti proporranno un valore che ritengono realistico e che puoi sostenere. Ad esempio, se la tua azienda ha sempre guadagnato intorno ai 100.000 euro, il fisco ti proporrà una cifra calcolata su questo valore. L’obiettivo è rendere prevedibili le tue imposte, così sai in anticipo quanto dovrai pagare.
- Accettazione: Se accetti la proposta, ti impegni a pagare quella cifra per i prossimi due anni, senza possibilità di modificarla. In pratica, anche se la tua attività va meglio o peggio del previsto, l’importo delle tasse resta sempre lo stesso. Questo potrebbe sembrare un vantaggio per chi vuole evitare sorprese, ma attenzione: se la tua azienda affronta difficoltà, potresti trovarti a pagare più di quanto puoi permetterti. Ad esempio, immagina di dover pagare tasse fisse anche se il tuo settore viene colpito da eventi imprevisti, come una nuova crisi economica o un’altra pandemia. La mancanza di flessibilità può diventare un grosso problema quando le condizioni cambiano all’improvviso, e sappiamo tutti quanto il contesto attuale sia poco prevedibile.
- (possibile) Decadenza: Se ci sono irregolarità importanti o se i tuoi ricavi reali non corrispondono a quelli dichiarati, il CPB decade. In questo caso, ti ritroverai con problemi seri: il fisco non sarà indulgente e scatteranno multe, controlli e sanzioni. Ad esempio, se dichiarassi ricavi più bassi del 30% rispetto a quelli reali, potresti perdere tutti i vantaggi del CPB e ritrovarti con una serie di controlli fiscali più severi.
Ora analizziamo vantaggi e svantaggi di questo strumento.
Vantaggi ipotetici del CPB
Ecco, secondo la mia analisi, i vantaggi ipotetici di questo strumento per la tua azienda:
- Certezza delle imposte: con il CPB acquisirai “la tranquillità” di sapere quanto pagherai al fisco per i prossimi due anni. Niente sorprese, niente revisioni. Ma attenzione: questa certezza è come una coperta corta. Copre la testa, ma lascia i piedi scoperti se l’economia cambia improvvisamente. Cosa succede se i profitti non ci sono e tu devi comunque pagare quanto stabilito? Potresti trovarti a dover affrontare un pagamento fiscale che non puoi permetterti, solo per mantenere un accordo che sembrava allettante;
- Protezione dai controlli fiscali: finché rispetti i termini del CPB, sei immune dai controlli fiscali. Niente Agenzia delle Entrate che ti suona alla porta, niente carte da spiegare. Ma attenzione, perché questo è valido solo se fai tutto come stabilito. Un errore e la tua protezione scompare, insieme ai tuoi sogni di tranquillità. È come avere una guardia del corpo, che però ti lascia solo nel momento in cui ti dimentichi di rispettare una delle mille regole;
- Semplificazione burocratica: con il CPB, puoi lasciarti alle spalle una parte delle scartoffie e dei mal di testa burocratici. Sembra fantastico, ma ricordati che la semplicità ha un prezzo: l’inflessibilità. Sei davvero disposto a barattare la flessibilità con la serenità di meno carte da compilare? Meno documenti da gestire, ma anche meno capacità di adattarsi ai cambiamenti. In un mondo in cui tutto cambia così velocemente, rinunciare alla flessibilità potrebbe essere un rischio troppo grande;
Rischi certi del CPB
Ecco invece quelli che ritengo rischi certi per ogni azienda che vuole utilizzare questo strumento:
- Mancanza di flessibilità: quando accetti il Concordato Preventivo Biennale (CPB), ti leghi le mani. Se i tuoi ricavi scendono, non c’è nessuna clemenza da parte del fisco: paghi comunque. È come prenotare una cena costosa senza sapere cosa mangerai, e anche se il piatto non ti piace, il conto è già saldato. E se i ricavi della tua azienda dovessero crollare a causa di fattori esterni come una crisi economica o eventi imprevisti, sei ancora vincolato a pagare l’importo concordato. Non esiste alcuna possibilità di adattarti alla nuova realtà.
- Rischio di sovratassazione: il CPB può trasformarsi in una vera ghigliottina se i tuoi guadagni scendono. Ti ritroverai a pagare tasse elevate anche se i tuoi ricavi sono drasticamente inferiori. È un po’ come pagare le rate per una Ferrari quando in realtà stai guidando una vecchia utilitaria. Questa situazione diventa particolarmente critica per le imprese che operano in settori ad alta variabilità, dove anche piccoli cambiamenti possono avere un impatto enorme sui margini di profitto. In pratica, se sottostimi i guadagni, potresti risparmiare, ma se li sovrastimi, ti troverai a pagare molto più del dovuto, con conseguenze disastrose.
- Penalità e decadenza: Se non rispetti i termini del CPB, le sanzioni possono essere pesanti. La protezione contro i controlli fiscali svanisce, e il fisco potrebbe decidere di farti pagare il conto doppio. Se i tuoi ricavi effettivi sono inferiori del 30% rispetto a quelli dichiarati, il CPB decade, portando con sé multe, controlli e ulteriori sanzioni. Un solo errore può costarti caro, non solo in termini finanziari, ma anche in termini di fiducia da parte dei tuoi clienti e partner. Quindi, è davvero un rischio che puoi permetterti di correre?
- Perdita di benefici fiscali futuri: Se aderisci al CPB e il governo introduce nuove agevolazioni, come sgravi fiscali per investimenti in ricerca e sviluppo, tu non potrai beneficiarne. È come scegliere un menù fisso al ristorante mentre gli altri possono servirsi al buffet illimitato. Bello? Non proprio. E in un contesto fiscale in continua evoluzione, rinunciare alla possibilità di accedere a nuovi benefici potrebbe rivelarsi una mossa miope e controproducente.
- Rischio di sovrastimare i ricavi: Il CPB richiede una previsione accurata dei guadagni futuri, ma la realtà è che nessuno ha la sfera di cristallo. Se sovrastimi i tuoi ricavi e l’economia va male, pagherai comunque tasse su un reddito che non hai mai generato. Questo è un rischio particolarmente alto in periodi di incertezza economica, come quello attuale, dove è difficile prevedere i futuri ricavi con precisione. Se i tuoi guadagni calano, il CPB si trasforma in una trappola che ti costringe a pagare di più, anche quando non puoi permettertelo.
Arrivato a questo punto potresti interrompere la lettura di questo articolo se fossi in grado di rispondere alla domanda “Hai davvero una visione chiara di quanto guadagnerai nei prossimi due anni, o rischi di sovrastimare i tuoi ricavi?“.
Sei davvero pronto a scommettere sui tuoi guadagni futuri senza la possibilità di adattarti se le cose non vanno come previsto?
Il CPB è davvero vantaggioso per la tua azienda?
Riassumendo: una volta aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB), l’impresa accetta di dichiarare un reddito imponibile fisso per due anni consecutivi. Questo reddito viene concordato con l’Agenzia delle Entrate e sarà utilizzato come base per calcolare le imposte dovute per l’intero periodo, indipendentemente dai risultati economici reali dell’azienda. In pratica, accetti di pagare tasse su un importo stabilito a priori, che può essere maggiore o minore dei guadagni effettivi dell’impresa.
Insomma il CPB ti dà una sorta di “pace fiscale”: fissi oggi quanto pagherai, senza sorprese. Ma attenzione: se la tua attività dovesse andare male, dovrai comunque pagare quella cifra, anche se i profitti sono calati.
Gli scenari principali, se aderirai a questo Concordato, sono due:
- Se la tua azienda genererà meno profitti del previsto, dovrà comunque pagare le tasse sulla base imponibile concordata, anche se non ha incassato quanto sperava;
- Se la tua azienda registrerà profitti superiori alle aspettative, continuerà a pagare le imposte sulla base concordata, evitando tassazioni più elevate legate ai guadagni extra. In questo caso, potrebbe trarre vantaggio dal CPB, beneficiando di una tassazione fissa anche in anni di maggiori guadagni.
Non è una “decisione facile” come ho sentito dire da alcuni.
Aggiungo, per altro, anche che il tempo è contro di te: la scadenza per aderire al CPB è il 31 ottobre 2024. Non c’è molto spazio per l’indecisione, e questo dovrebbe già farti riflettere (in tanti sensi…): vale davvero la pena fare un passo così grande senza una valutazione approfondita?
Le quattro domande che dovresti porti
Ecco alcune domande a cui dovresti rispondere (a te stesso) in modo sincero:
- Hai pronte delle proiezioni, basate su dati, dei tuoi ricavi nei prossimi due anni?
- Hai abbastanza dati, abbastanza “certi”, per essere sicuro che le tue proiezioni dei ricavi siano realistiche?
- Sei pronto, economicamente e mentalmente, a sopportare il peso di questa rigidità se le cose non andassero come previsto?
- Il fisco ti sta mettendo pressione per decidere velocemente, ma sei sicuro che questa urgenza giochi a tuo favore?
Prima di fare questo passo, in fretta e furia, chiediti se la scelta sia davvero la migliore per te, o se forse è meglio fare un passo indietro e considerare tutte le opzioni con calma. Nella prossima sezione di questo articolo ti darò degli strumenti concreti per poterti aiutare nella tua valutazione.
Tutto dipende da quanto riesci a “prevedere il futuro”, tenendo conto che la verità è che nessuno può davvero sapere cosa accadrà nei prossimi due anni. Abbiamo un esempio molto recente: la pandemia ha colto tutti di sorpresa, cambiando drasticamente le regole del gioco per tantissime attività.
Oggi ci troviamo in un periodo di instabilità geopolitica, inflazione (secondo la mia opinione) solo apparentemente sotto controllo e mercati energetici in tensione. In uno scenario così imprevedibile, fissare oggi le tasse da pagare è per la maggior parte delle aziende una scelta rischiosa, perché le condizioni economiche potrebbero cambiare da un momento all’altro.
Strumenti pratici per valutare se alla tua azienda conviene aderire al CPB
Ho preparato per te due strumenti, semplici e pratici, per poter valutare se aderire al CPB: fammi sapere se ti sono stati utili!
Strumento #1: la checklist decisionale per capire se sei veramente pronto a decidere
Innanzitutto ho preparato per te una checklist, scaricabile e stampabile liberamente, che puoi trovare cliccando qui.
Rispondendo a 10 domande dirette potrai valutare se sei veramente pronto a decidere.
Strumento #2: il foglio di calcolo per la valutazione dei possibili effetti dell’adesione al CPB
Il foglio di calcolo serve per valutare l’effetto dell’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB) e per confrontare la situazione finanziaria attuale e futura in diversi scenari. Lo potrai utilizzare cliccando qui creandotene una copia:
Per utilizzarlo utilizza il “foglio di istruzioni” che trovi cliccando qui.
In generale: come valutare se aderire al Concordato sarà conveniente per la tua azienda
Se non hai tempo e voglia (fai male!) di utilizzare gli strumenti che ho preparato per te ecco i quattro punti per me fondamentali per la valutazione dell’adesione al Concordato.
1. Stabilità dei ricavi futuri
Il CPB è più adatto a quelle imprese che possono prevedere con un buon grado di certezza i propri ricavi per i prossimi due anni. Se la tua azienda opera in un settore dove i guadagni sono costanti e prevedibili, questo strumento potrebbe offrirti un vantaggio in termini di stabilità fiscale.
Se, invece, la tua azienda è soggetta a forti fluttuazioni dei ricavi, come accade nei settori stagionali, aderire al CPB potrebbe risultare estremamente rischioso. Fissare una base imponibile alta in un anno positivo potrebbe costringerti a pagare imposte eccessive negli anni successivi, anche in caso di calo dei guadagni.
2. Settore di appartenenza
Il settore in cui opera l’azienda è un fattore decisivo. Le imprese che operano in settori stabili, come il commercio al dettaglio o i servizi con domanda costante, potrebbero beneficiare maggiormente del CPB. Al contrario, settori con ricavi altamente variabili o stagionali, come il turismo, l’agricoltura o l’intrattenimento, potrebbero trovare questo strumento troppo rigido e poco adatto a gestire le incertezze economiche. Un’azienda agricola, ad esempio, potrebbe subire pesanti perdite a causa di un’annata climatica sfavorevole, trovandosi comunque obbligata a pagare le tasse su una previsione di ricavi ben superiore ai guadagni effettivi.
3. La consulenza di un commercialista
Non prendere decisioni fiscali senza il supporto di un professionista. Una consulenza con un commercialista esperto è essenziale per analizzare la tua situazione specifica e valutare se il CPB sia davvero vantaggioso per te. Un’analisi superficiale o approssimativa potrebbe portarti a commettere errori che pagheresti a caro prezzo nel tempo. Un commercialista può aiutarti a fare una simulazione realistica dei tuoi ricavi futuri, calcolando i potenziali impatti fiscali e i rischi associati all’adesione al CPB. Non affidarti a ipotesi o sensazioni: usa dati concreti e fai previsioni basate su fatti.
4. Per il futuro: utilizzo di strumenti gestionali avanzati
Se non li hai usati fino ad oggi ormai è tardi ma, per il futuro tieni a mente che è fondamentale dotarsi di strumenti gestionali adeguati per monitorare costantemente il flusso di cassa e simulare scenari futuri. Non puoi permetterti di basarti su previsioni vaghe o approssimative: devi utilizzare dati concreti e affidabili per fare scelte informate. Con l’uso di software gestionali avanzati (come il nostro Next Logic), puoi modellare i tuoi ricavi, ottimizzare la gestione fiscale e ridurre al minimo i rischi associati all’adesione al CPB. In questo modo, riuscirai a mantenere un controllo continuo sulle tue finanze e ad adattarti rapidamente ai cambiamenti del mercato. Per i più maliziosi si, certo, questo articolo oltre ad aiutarti serve a dare visibilità al nostro software ma per me questa visibilità è solo una conseguenza di ciò che sto cercando, di fatto, di “darti” per aiutare la tua azienda.
E quindi: il Concordato Preventivo Biennale è un’opportunità per la pianificazione o una scommessa rischiosa?
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) rappresenta in teoria un’opportunità per le imprese italiane di “mettersi a posto”, soprattutto per quelle che finora hanno gestito il proprio futuro fiscale con un certo grado di improvvisazione. Da un lato, il CPB offre una stabilità fiscale apparentemente allettante, permettendo alle imprese di sapere esattamente quanto pagheranno di tasse nei prossimi due anni. Questo tipo di certezza può sembrare un sollievo per molti imprenditori, specialmente in un contesto fiscale complesso come quello italiano. Tuttavia, il vero nodo della questione riguarda la pianificazione.
La realtà è che molte imprese italiane, specialmente le piccole e medie imprese (PMI), non sono abituate a fare piani a lungo termine o a prevedere con precisione i propri ricavi futuri. Questo può trasformare il CPB in una trappola pericolosa: senza una visione chiara e una pianificazione dettagliata, le aziende rischiano di sottoscrivere un impegno che potrebbe rivelarsi insostenibile. Se i ricavi previsti non si materializzano, si potrebbe pagare molto più di quanto ci si può permettere.
Ma il Concordato rappresenta comunque una grande opportunità: il tono molto “severo” che ho usato in questo articolo serviva a mantenere alta l’attenzione, non a dire che, a prescindere, questo Concordato non vada utilizzato.
Il CPB non deve essere visto solo come una scommessa, ma come un’occasione per le imprese di sviluppare finalmente una cultura della pianificazione finanziaria e fiscale. Impegnarsi in una previsione accurata dei ricavi non è solo una necessità per decidere se aderire al CPB, ma è una pratica che rafforza l’intero business, consentendo all’azienda di gestire meglio le sue risorse, prevedere eventuali criticità e adottare soluzioni preventive.
Insomma, se capirai di non poter aderire, spero possa servirti come “lezione” per poter aderire ad altre iniziative simili in futuro. È l’occasione perfetta per rivedere le proprie modalità operative, affinare i propri strumenti di controllo e, finalmente, allineare la propria gestione aziendale a principi di efficienza e sostenibilità fiscale.
Se invece la tua impresa è già in grado di strutturare una pianificazione finanziaria solida, con dati chiari e previsioni basate su scenari concreti, i vantaggi sono innegabili.
Personalmente vedo il Concordato come una sfida che può spingere le imprese a migliorare. I vantaggi non sono solo fiscali, ma anche strutturali: adeguandosi nel praticare una corretta pianificazione, le aziende italiane possono utilizzare questa opportunità per costruire basi più solide e affrontare con maggiore tranquillità le sfide future.
Conclusione: Sei pronto a scommettere?
Ricordati la domanda fondamentale: “Sei sicuro di poter prevedere con esattezza i tuoi guadagni per i prossimi due anni?“
Detto questo: approfitta degli strumenti che ho messo a disposizione per aiutarti a capirlo!
La stabilità fiscale è importante, ma lo è altrettanto la tua capacità di adattarti ai cambiamenti del mercato. Senza una strategia chiara e dati solidi, il rischio di ritrovarti bloccato in una situazione sfavorevole è reale.
Spero di esserti stato d’aiuto e… in bocca al lupo per la tua scelta!
Sei un imprenditore e senti di non avere veramente il pieno controllo della tua azienda? Che stress ma... sei nel posto giusto: il nostro obiettivo è di darti serenità!

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